domenica 14 dicembre 2008
sabato 6 dicembre 2008
La “Tessera di povertà”, nobilitata col nome “Social Card”, costringe il cittadino a spendere negli esercizi convenzionati. E’ una vergognosa forzatura, specie per i più bisognosi abituati a fare la spesa nei mercatini rionali.
Il Ministro Tremonti non riesce ancora a dirci quanto costerà, allo Stato, l’emissione e le operazioni ai “pos” della “Tessera di Povertà”. Lui sa bene che costerà più della miseria che viene data ai poveri; senza considerare il disagio per la compilazione della complessa modulistica.
Questo governo, che aveva promesso grandi misure a favore delle famiglie, usa ogni trucco per favorire i suoi amici, erogando fondi pubblici in loro favore. La “Social Card” trasferisce i capitali dalle casse dello Stato a quelle delle gradi catene di distribuzione che monopolizzano già il mercato dei prezzi.
Al momento possiamo solo affermare che, la montagna delle promesse, ha partorito solo un topolino.
Il Ministro Tremonti non riesce ancora a dirci quanto costerà, allo Stato, l’emissione e le operazioni ai “pos” della “Tessera di Povertà”. Lui sa bene che costerà più della miseria che viene data ai poveri; senza considerare il disagio per la compilazione della complessa modulistica.
Questo governo, che aveva promesso grandi misure a favore delle famiglie, usa ogni trucco per favorire i suoi amici, erogando fondi pubblici in loro favore. La “Social Card” trasferisce i capitali dalle casse dello Stato a quelle delle gradi catene di distribuzione che monopolizzano già il mercato dei prezzi.
Al momento possiamo solo affermare che, la montagna delle promesse, ha partorito solo un topolino.
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