martedì 29 settembre 2009

"Controriforma Gelmini"

No alla
“Controriforma Gelmini”


Grazie alla “Controriforma Gelmini” decine di migliaia di precari della scuola hanno perso il lavoro. Una controriforma che, oltre a creare enormi difficoltà alla formazione dei nostri figli, taglia anche i fondi alla ricerca.
Una controriforma che aggrava ulteriormente la precaria situazione occupazionale in Italia. Decine di migliaia di insegnanti e lavoratori ultraquarantenni, dall’oggi al domani, non hanno più un reddito. Intere famiglie lasciate sul lastrico. Professionalità bruciate per soddisfare i capricci di qualche megalomane incapace di comprendere le difficoltà in cui versano le famiglie italiane. Le quotidiane manifestazioni spontanee, davanti alle scuole, ai provveditorati, alle fabbriche e nelle piazze, vengono puntualmente oscurate dalle televisioni occupate da una sola famiglia che decide il nostro futuro utilizzando lo strumento della distrazione di massa dai problemi reali del paese.
Alla “Controriforma Gelmini” fa da contraltare lo “Scudo Fiscale”; un assurdo etico e giuridico. Bastonate per gli onesti e carote per i disonesti evasori e mafiosi; i veri colpevoli della “Crisi Globale”. Evasori e mafiosi ringraziano questo governo che, a differenza di altri paesi occidentali, diventa garante di un assurdo condono privilegiato anche dall’anonimato. Le migliaia di truffe, a danno dei cittadini onesti e dei piccoli risparmiatori saranno cancellate mentre si mettono sul lastrico migliaia di precari che sono il vero pilastro della formazione e del futuro dei nostri figli. L’Italia dei Valori, oltre ad esprimere solidarietà ai precari della scuola e a coloro che perdono il posto di lavoro, aderisce alle loro manifestazioni e lotta per l’abrogazione della “Controriforma” e per il lavoro.
Posti persi nella sola provincia di Foggia:
Elementari e sostegno n.140; Materna n. 80; Sc. Media inf. n. 125; Sc. Superiori n. 200;
In Puglia oltre 4.500 posti persi
In Italia oltre 25.000 + 15.000 non docentiDati rilevati presso il Provveditorato agli Studi di
Foggia.
Venerdì 2 ottobre 2009 manifestazione in Piazza del Popolo dalle 18,30 a Manfredonia

Stipendi Manager

Portaborse

Un passo avanti e uno indietro. Questo è il modo in cui Berlusconi sta tentando di tenere a galla questo Paese. A dimostrarlo, se ancora ce ne fosse il bisogno, è la norma che pone un tetto agli stipendi dei manager e degli alti dirigenti pubblici. La legge porta la firma dell’Italia dei Valori ed è uno dei provvedimenti inseriti nella Finanziaria 2008 del governo Prodi.Uno dei primi atti del governo Berlusconi è stato proprio quello di congelare questa norma e ripristinare gli stipendi stratosferici di molti burocrati della pubblica amministrazione che ogni anno guadagnano anche cento volte in più di un operaio. Un provvedimento che ha segnato da subito la politica di Berlusconi e dei suoi ministri: favorire tutte le caste e i loro privilegi a discapito dei cittadini onesti e delle famiglie italiane. Ora sembra che ci stia ripensando. Sarà vero??? Meglio tardi che mai.

Renzo Bossi

Renzo Bossi da 12mila euro al mese


L’Europarlamentare della Lega Nord, Francesco Speroni che sbraita contro le pratiche nepotiste di “Roma ladrona”, si è scelto un “assistente accreditato al Parlamento europeo”.
Chi sarà questo fortunato?
Nientepopodimenochè: Renzo Bossi. Il ragazzino con il merito di essere stato bocciato per ben tre volte alla maturità. Ora fa il portaborse in Europa. Alla faccia di tutti i precari e laureati d’Italia.
Pare che il signorino, “Schiavi di Roma Mai”, guadagni ben DODICIMILA (12000) euro mensili. Una cifra decisamente spropositata per un giovanotto che ha solo il merito di essere figlio di Umberto.
Evviva l’Italia… o meglio… Evviva la Padania!!!
Pare che Renzo Bossi percepisca 12mila euro tramite l’invenzione subdola di una poltrona, cioè tramite una carica costruita ad hoc in un osservatorio dell’Expo di Milano. Non è dato sapere, attraverso quali canali di reclutamento e in ossequio a quali criteri Renzo ha ottenuto tale nomina.
L’informazione, compresa quella democratica di Berlusconi, è stata molto attenta a non lasciare trapelare la notizia.

Fonte Usata:
Marco Travaglio
http://www.byteliberi.com/2009/09/renzo-bossi-il-ladrone-da-12mila-euro-al-mese.html

No Gelmoni Day

No Gelmini day


La “riforma Gelmini” sta provocando il collasso della scuola pubblica italiana. Il Governo, rimane indifferente alle drammatiche proteste degli insegnanti, gioca con il futuro del nostro Paese e con la dignità delle persone. Taglia fondi all’istruzione, provoca migliaia di licenziamenti mandando sul lastrico intere famiglie e mortifica la professionalità e la preparazione dei docenti.
La riforma della scuola non può coincidere con il drastico taglio delle risorse, solo per far cassa. Quella della Gelmini è una riforma scellerata che va abrogata perché non ha spazi per possibili correzioni.
Questo Governo considera l’investimento nel campo della ricerca e dell’istruzione qualcosa di marginale rispetto alle politiche a favore della Casta, sulle quali fonda la propria azione di Governo. L’Italia dei Valori, oltre ad esprimere solidarietà ai precari della scuola che stanno manifestando in diverse parti d’Italia, ribadisce il pieno sostegno alle loro battaglie.

lunedì 7 settembre 2009

Il Seme Delle Follia

Il seme della follia

L'Astuto Maroni

L’astuto Maroni



Maroni vuole eliminare la violenza negli stadi con una ricetta sensazionale: vietare l’accesso, negli stadi, a coloro che hanno sentenze di primo grado. Questi signori non devono tornare a delinquere. Trovata Astuta!!!
Peccato che Maroni non s’accorge che, in parlamento e nella sua maggioranza, ci sono molti suoi colleghi che hanno sentenze passate in giudicato, hanno l’appellativo di onorevole o senatore e approvano le leggi dello Stato Italiano. Esempio eclatante: Marcello Dell'Utri, condannato a 9 anni di reclusione, 2 anni di libertà vigilata più l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per concorso esterno in associazione mafiosa, è un senatore della Repubblica Italiana.
Bravo Maroni agli sportivi gli spacchi i maroni, ai condannati in parlamento gli canti pure le canzoni.