IntoccabiliI magistrati che indagano sulle malefatte dei politici vanno puniti. Vedi De Magistris, Forleo, Apicella ed altri.
Ora tocca ai magistrati baresi.
Il Ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di concorso in turbativa d’asta dal Gup del Tribunale di Bari. I fatti si riferiscono a quando Fitto era ancora Presidente della Regione Puglia, e avrebbe favorito la vendita della "Cedis" (7 milioni, anziché 15 milioni di valore stimato) ad un acquirente "predeterminato". Per Fitto pende, sempre davanti al Gup di Bari, una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti: Fitto avrebbe intascato una tangente di 500.000 euro, sottoforma di finanziamenti per la campagna elettorale delle Regionali 2005, dal Gruppo Angelucci (coinvolto anche negli scandali sanità di Abruzzo e Lazio) per l’affidamento dell’appalto di gestione di 11 residenze sanitarie assistite dalla Regione Puglia. Indagine per la quale, “nientepopodimenochè” nel Giugno 2006 fu chiesto anche l’arresto di Fitto. Ovviamente respinto dal Parlamento.
Obama gli avrebbe tolto il ministero per molto meno. Invece? Il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, manda gli ispettori al Tribunale di Bari per eventuali irregolarità commesse dai magistrati che indagano su Fitto.
Come si permettono questi magistrati baresi di indagare su un ministro dello stesso partito del Ministro della Giustizia?
L’Italia dei Valori si chiede: non sarebbe più giusto che, i parlamentari indagati, collaborino con i giudici per accertare la verità e fugare ogni sospetto che possa ledere la loro onorabilità?
Loro vantano l’appellativo di O-NO-RE-VO-LI.







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